sabato

L'albero degli amici



Esistono persone nelle nostre vite che ci rendono felici
per il semplice caso di avere incrociato il nostro cammino.
Alcuni percorrono il cammino al nostro fianco,
vedendo molte lune passare,
gli altri li vediamo appena tra un passo e l'altro.
Tutti li chiamiamo amici e ce sono di molti tipi.
Talvolta ciascuna foglia di un albero rappresenta uno
dei nostri amici.

Il primo che nasce è il nostro amico Papà e la nostra
amica Mamma,
che ci mostrano cosa è la vita.
Dopo vengono gli amici Fratelli, con i quali dividiamo il
nostro spazio affinché possano fiorire come noi.
Conosciamo tutta la famiglia delle foglie che
rispettiamo e a cui auguriamo ogni bene.
Ma il destino ci presenta ad altri amici che non
sapevamo avrebbero incrociato il nostro cammino.
Molti di loro li chiamiamo amici dell'anima, del cuore.
Sono sinceri, sono veri.
Sanno quando non stiamo bene, sanno cosa ci fa felici.
E alle volte uno di questi amici dell'anima
si infila nel nostro cuore e allora lo chiamiamo innamorato.
Egli da luce ai nostri occhi, musica alle nostre labbra,
salti ai nostri piedi.
Ma ci sono anche quegli amici di passaggio, talvolta una
vacanza o un giorno o un'ora.
Essi collocano un sorriso nel nostro viso per tutto il tempo che stiamo con loro.
Non possiamo dimenticare gli amici distanti, quelli
che stanno nelle punte dei rami e che quando il vento
soffia appaiono sempre tra una foglia e l'altra.
Il tempo passa, l'estate se ne va, l'autunno si
avvicina e perdiamo alcune delle nostre foglie, alcune nascono
l'estate dopo, e altre permangono per molte stagioni.
Ma quello che ci lascia felici è che le foglie che
sono cadute continuano a vivere con noi, alimentando le nostre
radici con allegria.
Sono ricordi di momenti meravigliosi di quando
incrociarono il nostro cammino.

Ti auguro, foglia del mio albero, pace
amore, fortuna e prosperità.
Oggi e sempre........ semplicemente perché ogni persona che
passa nella nostra vita è unica.
Sempre lascia un poco di se e prende un poco di noi.
Ci saranno quelli che prendono molto,
ma non ci sarà chi non lascia niente.
Questa è la maggior responsabilità della nostra vita e
la prova evidente che due anime non si incontrano
per caso.

giovedì

Il dolore è un dono




Ho trovato questa frase, in un libro. Non so cosa ne pensi... ma è illuminante. E' una delle più geniali spiegazioni sul senso del dolore nella vita degli uomini:

"Il dolore è un dono. Senza dolore, gli esseri umani non conoscerebbero né la paura né la pietà. Senza la paura, non vi potrebbe essere l'umiltà e gli uomini sarebbero dei mostri. Vedere negli altri il dolore e la paura fa nascere in noi la pietà e in questo sentimento sta la nostra umanità, la nostra redenzione." (Koontz, velocity)

domenica

Cosa ci stiamo perdendo?




Un uomo si mise a sedere in una stazione della metro a Washington DC ed
iniziò a suonare il violino; era un freddo mattino di gennaio.
Suonò sei pezzi di Bach per circa 45 minuti.
Durante questo tempo, poiché era l’ora di punta,
era stato calcolato che migliaia di persone sarebbero passate per
la stazione, molte delle quali sulla strada per andare al lavoro.
Passarono 3 minuti ed un uomo di mezza età notò che c’era un musicista che
suonava.
Rallentò il passo e si fermò per alcuni secondi e poi si affrettò
per non essere in ritardo sulla tabella di marcia.
Alcuni minuti dopo, il violinista ricevette il primo dollaro di mancia: una
donna tirò il denaro nella cassettina e senza neanche fermarsi continuò a
camminare.
Pochi minuti dopo, qualcuno si appoggiò al muro per ascoltarlo, ma l’uomo
guardò l’orologio e ricominciò a camminare.
Quello che prestò maggior attenzione fu un bambino di 3 anni. Sua madre lo
tirava, ma il ragazzino si fermò a guardare il violinista.
Finalmente la madre lo tirò con decisione ed il bambino continuò a camminare
girando la testa tutto il tempo.
Questo comportamento fu ripetuto da diversi altri bambini.
Tutti i genitori, senza eccezione, li forzarono a muoversi.
Nei 45 minuti in cui il musicista suonò, solo 6 persone si fermarono e
rimasero un momento.
Circa 20 gli diedero dei soldi, ma continuarono a camminare normalmente.
Raccolse 32 dollari. Quando finì di suonare e tornò
il silenzio, nessuno se ne accorse. Nessuno applaudì, ne’ ci fu alcun riconoscimento.
Nessuno lo sapeva ma il violinista era Joshua Bell, uno dei più grandi
musicisti al mondo.
Suonò uno dei pezzi più complessi mai scritti, con un
violino del valore di 3,5 milioni di dollari.
Due giorni prima che suonasse nella metro, Joshua Bell fece il tutto
esaurito al teatro di Boston e i posti costavano una media di 100 dollari.
Questa è una storia vera.
L’esecuzione di Joshua Bell in incognito nella
stazione della metro fu organizzata dal quotidiano Washington Post come
parte di un esperimento sociale sulla percezione, il gusto e le priorità
delle persone.
La domanda era:
“In un ambiente comune ad un’ora inappropriata: percepiamo
la bellezza? Ci fermiamo ad apprezzarla? Riconosciamo il talento in un
contesto inaspettato?”.
Ecco una domanda su cui riflettere “Se non
abbiamo un momento per fermarci ed ascoltare uno dei migliori musicisti al
mondo suonare la miglior musica mai scritta,
quante altre cose ci stiamo perdendo?”.

venerdì

Un' interminabile festa




La tua vita sarà un'interminabile festa.

Sia il servizio buono
il piatto di tutti i giorni,
la tovaglia ricamata
quella dei giorni comuni;


Nei bicchieri di cristallo
mescerai la semplice acqua,
e con le posate d'argento
servirai l'umile insalata.

E' in te la giornata che accenderà tutte le le altre.
E' tra le tue mani la fiamma che accenderà candela.

La Vita sarà la tua festa
quando il giorno comune
si accenderà della tua voglia di vivere.

Rendi la tua Vita un'interminabile festa.
C. Parisi & S. Stremiz

Rischio



A ridere c'è il rischio di apparire sciocchi;

A piangere c'è il rischio di essere chiamati sentimentali;

A stabilire un contatto con un altro c'è il rischio di farsi coinvolgere;

A mostrare i propri sentimenti c'è il rischio di mostrare il vostro vero io;

A esporre le vostre idee e i vostri sogni c'è il rischio d'essere chiamati ingenui;

Ad amare c'è il rischio di non essere corrisposti;

A vivere c'è il rischio di morire;

A sperare c'è il rischio della disperazione e

A tentare c'è il rischio del fallimento.

Ma bisogna correre i rischi, perché il rischio più grande nella vita è quello di non rischiare nulla.

La persona che non rischia nulla, non è nulla e non diviene nulla. Può evitare la sofferenza e l'angoscia, ma non può imparare a sentire e cambiare e progredire e amare e vivere. Incatenata alle sue certezze, è schiava.

Ha rinunciato alla libertà.

Solo la persona che rischia è veramente libera.

da: "Vivere, Amare, Capirsi" di Leo Buscaglia

domenica

Notte degli errori?





questo post lo dedico in particolare ad una persona che, in questi giorni, si è chiesta che senso abbia stringere le mani di chi non ti ama...


"C'era una volta un uomo che non credeva nel Natale.

Era una persona fedele e generosa con la sua famiglia e corretta nel rapporto con gli altri, però non credeva che Dio si fosse fatto uomo. Era troppo sincero per far vedere una fede che non aveva.

"Mi dispiace molto - disse una volta a sua moglie che era una credente molto fervorosa -però non riesco a capire che Dio si sia fatto uomo; non ha senso per me."

Una notte di Natale, sua moglie e i figli andarono in chiesa per la messa di mezzanotte. Lui non volle accompagnarli.

"Se andassi con voi mi sentirei un ipocrita. Preferisco restare a casa e vi aspetterò."

Poco dopo la famiglia uscì mentre iniziò a nevicare. Si avvicinò alla finestra e vide come il vento soffiava sempre più forte. Tornò alla sua poltrona vicino al fuoco e cominciò a leggere un giornale. Poco dopo venne interrotto da un rumore, seguito da un altro e subito da altri. Pensò che qualcuno stesse tirando delle palle di neve sulla finestra della sala da pranzo.

Uscì per andare a vedere e vide alcuni passerotti feriti, buttati sulla neve.

La tormenta li aveva colti di sorpresa e, per la disperazione di trovare un rifugio, avevano cercato inutilmente di attraversare i vetri della finestra.

"Non posso permettere che queste povere creature muoiano di freddo... però come posso aiutarle?"

Pensò che la stalla sarebbe stato un buon rifugio; velocemente si mise la giacca, gli stivali di gomma e camminò sulla neve fino ad arrivare nella stalla. Spalancò le porte e accese la luce. Però i passerotti non entrarono.

"Forse il cibo li attirerà" pensò. Tornò a casa per prendere delle briciole di pane e le disseminò sulla neve facendo un piccolo cammino fino alla stalla.

Ma si meravigliò nel vedere che gli uccelli ignoravano le briciole e continuavano a muovere le ali disperatamente sulla neve. Cercò di spingerli in stalla camminando intorno a loro e agitando le braccia. Ma i passerotti volarono da tutte le parti, meno che verso il caldo rifugio.

"Mi vedono come un estraneo che fa paura - pensò - e non mi viene in mente nulla perché possano fidarsi di me... Se solo potessi trasformarmi in passero per pochi minuti, forse riuscirei a salvarli".

In quel momento le campane della chiesa cominciarono a suonare.

L'uomo restò immobile, in silenzio, ascoltando il suono gioioso che annunciava il Natale.

Allora si inginocchiò sulla neve: "Ora capisco Signore - sussurrò - perché Tu hai voluto farti uomo!"

venerdì

Tempo. Cinque lettere





Tempo. Cinque lettere. Cinque tasti sfiorati dalle mie dita. Alcuni secondi se ne sono andati. Per sempre. Alla fine di questo post, altra sabbia nella clessidra. In questi giorni, ho un pensiero che mi assilla. E’ un conto alla rovescia. Vorrei avere il tempo di fare ciò che non ho mai fatto. Per scelta di altri e, più spesso, per scelta mia. Non ho questo tempo. Nessuno ha il tempo che vorrebbe. Il male più grande è togliere la libertà ad un'altra persona. Toglile il tempo per realizzare i suoi sogni e la ucciderai prima. Qualcuno si adatta a questa idea. Io non la sopporto più, questa situazione. Chiedo solo di essere lasciato in pace. Voglio il tempo di cui ho diritto. Voglio quello che è MIO. Lo voglio PRIMA che tutto sia finito. Un minuto, da quando stai leggendo. Volato. Finito ed archiviato.

lunedì

Solo il tempo



C'era una volta un’isola sulla quale vivevano tutti i sentimenti e i valori: la Felicità, la Tristezza, la Conoscenza e tutti gli altri, compreso l'Amore.

Un giorno fu annunciato loro che l'isola stava per sprofondare, così tutti prepararono le loro barche e lasciarono l'isola. Solo l'Amore volle aspettare fino all'ultimo momento.

Quando l'isola fu sul punto di sprofondare, l'Amore decise di chiedere aiuto. La Ricchezza, su una barca imponente, passò vicino all'Amore, che le disse: "Ricchezza, mi puoi portare con te?" ; "Non posso, c'è molto oro e argento sulla mia barca e non ho posto per te".

L'Amore allora decise di chiedere alla Vanità che stava passando su un magnifico vascello: "Vanità, per favore, aiutami!" ; "Non ti posso aiutare, Amore. Tu sei tutto bagnato e potresti sporcare la mia barca" rispose la Vanità.

Allora l'Amore chiese alla Tristezza che gli passava accanto: "Tristezza lasciami venire con te". ; "Oh... Amore, sono così triste che ho bisogno di stare da sola!".

Anche la Felicità passò di fianco all'Amore, ma era così contenta che non sentì la sua richiesta d'aiuto.

All'improvviso una voce disse: "Vieni Amore, ti porterò via con me". Era un vecchio. L'Amore si sentì così riconoscente e pieno di gioia che dimenticò di chiedere il suo nome.Quando arrivarono sulla terraferma, il vecchio se ne andò. L'Amore si rese conto di quanto gli dovesse e chiese alla Conoscenza: "Chi mi ha aiutato?". "E' stato il Tempo" - rispose la Conoscenza. "Il Tempo?" - chiese l'Amore - "Perché il Tempo mi ha aiutato?".

La Conoscenza, sorrise piena di saggezza e rispose: "Perché solo il Tempo è capace di comprendere quanto sia grande l'Amore".

sabato

VIVI COME CREDI


C'era una volta una coppia con un figlio di 12 anni e un asino. Decisero insieme di viaggiare, di lavorare e di conoscere il mondo. Così partirono tutti e tre con il loro asino. Arrivati nel primo paese, la gente commentava: "Guardate quel ragazzo quanto è maleducato... lui sull'asino e i poveri genitori, già anziani, che lo tirano". Allora la moglie disse a suo marito: "Non permettiamo che la gente parli male di nostro figlio." Il marito lo fece scendere e salì sull'asino.


Arrivati al secondo paese, la gente mormorava: "Guardate che svergognato quel tipo... lascia che il ragazzo e la povera moglie tirino l'asino, mentre lui vi sta comodamente in groppa." Allora, presero la decisione di far salire la moglie, mentre padre e figlio tenevano le redini per tirare l'asino.


Arrivati al terzo paese, la gente commentava: "Povero uomo! Dopo aver lavorato tutto il giorno, lascia che la moglie salga sull'asino; e povero figlio, chissà cosa gli spetta, con una madre del genere!"
Allora si misero d'accordo e decisero di sedersi tutti e tre sull'asino per cominciare nuovamente il pellegrinaggio.


Arrivati al paese successivo, ascoltarono cosa diceva la gente del paese: "Sono delle bestie, più bestie dell'asino che li porta: gli spaccheranno la schiena!". Alla fine, decisero di scendere tutti e camminare insieme all'asino.
Ma, passando per il paese seguente, non potevano credere a ciò che le voci dicevano ridendo: "Guarda quei tre idioti; camminano, anche se hanno un asino che potrebbe portarli!


Conclusione: Ti criticheranno sempre, parleranno male di te e sarà difficile che incontri qualcuno al quale tu possa andare bene come sei.
Quindi: vivi come credi.
Fai cosa ti dice il cuore... ciò che vuoi... una vita è un'opera di teatro che non ha prove iniziali.
Quindi: canta, ridi, balla, ama... e vivi intensamente ogni momento della tua vita... prima che cali il sipario e l'opera finisca senza applausi. (C.Chaplin)

Buone intenzioni,


Un uomo d’affari in vacanza stava camminando lungo una spiaggia quando vide un ragazzino. Lungo la riva c’erano molte stelle di mare che erano state portate lì dalle onde e sarebbero certamente morte prima del ritorno dell’alta marea.

Il ragazzo camminava lentamente lungo la spiaggia e ogni tanto si abbassava per prendere e rigettare nell’oceano una stella marina.

L’uomo d’affari, sperando d’impartire al ragazzo una lezione di buon senso, si avvicinò a lui e disse, “Ho osservato ciò che fai, figliolo. Tu hai un buon cuore, e so che hai buone intenzioni, ma ti rendi conto di quante spiagge ci sono qui intorno e di quante stelle di mare muoiono su ogni riva ogni giorno? Certamente, un ragazzo tanto laborioso e generoso come te potrebbe trovare qualcosa di meglio da fare con il suo tempo. Pensi veramente che ciò che stai facendo riuscirà a fare la differenza?”

Il ragazzo alzò gli occhi verso quell'uomo, e poi li posò su una stella di mare che si trovava ai suoi piedi. Raccolse la stella marina, e mentre la rigettava gentilmente nell’oceano, disse: “Fa la differenza per questa.”

mercoledì

Buon Compleanno Gesù


Questo post esiste grazie ad una amica. Grazie Cecilia


"Mi sento emozionato, caro Gesù, nel farTi gli auguri di buon compleanno.

In ogni Natale Tu sei il festeggiato, ma quante volte noi ci appropriamo della festa… e Ti lasciamo nell'angolo di un vago ricordo: senza impegno, senza cuore e senza ospitalità sincera! Da più di duemila anni, ad ogni Natale, noi ci scambiamo gli auguri perché avvertiamo che la Tua Nascita è anche la nostra nascita: la nascita della Speranza, la nascita della Vita, la nascita dell'Amore, la nascita di Dio nella grotta della nostra povertà. Però - quanto mi dispiace doverlo riconoscere! - il Tuo Natale è minacciato da un falso natale, che prepotentemente ci invade e ci insidia e ci narcotizza fino al punto da non vedere più e non sentire più il richiamo del vero Natale: il Tuo Natale, il Natale di cui abbiamo bisogno! Quante luci riempiono le vie e le vetrine in questo periodo! Ma la gente sa che la Luce sei Tu? E se interiormente gli uomini restano al buio, a che serve addobbare la notte con variopinte luminarie? Non è una beffa, o Gesù? Non è un tradimento del Natale? Queste domande, caro Gesù, si affollano nel mio cuore e diventano un invito forte alla conversione. E noi cristiani mandiamo luce con la nostra vita? E le famiglie e le parrocchie rassomigliano veramente a Betlemme? Si vede la stella cometa nei nostri occhi pieni di bontà? Dalle case e dai luoghi di divertimento in questi giorni escono musiche che vorrebbero essere invito alla gioia. Ma di quale gioia si tratta? Gli uomini hanno scambiato il piacere con la gioia: quale mistificazione! Il piacere è il solletico della carne e, pertanto, sparisce subito e va continuamente e insaziabilmente ripetuto; la gioia, invece, è il fremito dell'anima che giunge a Betlemme e vede Dio e resta affascinata e coinvolta nella Festa dell'Amore puro.


Sarà questa la nostra gioia? Sarà questo il nostro Natale? Gesù, come vorrei che fosse così! Ma c'è un altro pensiero che mi turba e mi fa sentire tanto distante il nostro natale dal Tuo Natale. A Natale, o Gesù, Tu non hai fatto il cenone e non hai prenotato una stanza in un lussuoso albergo di una rinomata stazione sciistica: Tu sei nato povero, Tu hai scelto l'umiltà di una grotta e le braccia di Maria (”la poverella” amava chiamarla Francesco d'Assisi, un grande esperto del Natale vero!). Come sarebbe bello se a Natale, invece di riempire le case di cose inutili, le svuotassimo per condividere con chi non ha, per fare l'esperienza meravigliosa del dono, per vivere il Natale insieme a Te, o Gesù! Questo sarebbe il vero regalo natalizio!A questo punto io Ti auguro ancora con tutto il cuore: buon compleanno, Gesù! Ma ho paura che la Tua Festa non sia la nostra festa. Cambiaci il cuore, o Gesù, affinché noi diventiamo Betlemme e gustiamo la gioia del Tuo Natale con Maria, con Giuseppe, con i pastori, con Francesco d'Assisi, con Francesco Saverio, con Vincenzo de' Paoli, con Teresa di Lisieux, con Carlo de Foucauld, con Papa Giovanni, con Madre Teresa di Calcutta e con tante anime che, con il cuore, hanno preso domicilio a Betlemme.

Buon Natale a tutti…, ma ora sapete di quale Natale intendo parlare." (Mons. Angelo Comastri)


venerdì

Perdonare

Non è facile perdonare. Chi ci riesce di voi?

Ho letto, in un libro che mi fa compagnia durante queste giornate, che perdonare non è altro che "lasciar correre":

mettere da parte i pensieri ed i sentimenti negativi che ci hanno accompagnato e liberarci, così, dal peso del rancore. Un peso che, altrimenti, ci farà solo star male.

Non significa approvare ciò che è accaduto ma fare un passo in avanti per staccarsi dal passato.

Quando proviamo del rancore verso qualcuno, molto spesso, stiamo rivolgendo un accusa a noi stessi per non essere riusciti a gestire in modo diverso la situazione che, ora, ci fa star male.

Che ne pensate?

mercoledì

Comprensione

Un negoziante stava appendendo sulla porta un cartello che diceva: "Cuccioli in vendita". Cartelli del genere riescono sempre ad attirare i bambini e, naturalmente, sotto il cartello comparve poco dopo un bambino.

“A quanto vende i cuccioli?” domandò.
Il negoziante rispose: “A vari prezzi fra i 30 e i 50 dollari.”
Il bambino mise la mano in tasca e tirò fuori alcuni spiccioli.
“Io ho 2 dollari e 37” disse. “Posso vederli?”

Il negoziante sorrise ed emise un fischio, e dalla cuccia uscì Lady, che percorse il negozio seguita da cinque minuscoli batuffoli di pelo. Un cucciolo rimaneva de­cisamente indietro. Subito il bambino individuò il cucciolo zoppicante e ritardatario e chiese:
“Cos'ha che non va questo cagnolino?”
Il negoziante spiegò che il veterinario aveva visitato il cucciolo e aveva scoperto che gli mancava una cavità nell’anca. Avrebbe zoppicato per sempre. Sarebbe sempre stato uno storpio. Il bambino si entusiasmò.
“E’ questo il cucciolo che voglio comprare”.

Il negoziante disse: “No, non ti serve comprarlo. Se proprio lo vuoi, te lo regalo”.
Il bambino si arrabbiò. Guardò dritto negli occhi il negoziante, puntando il dito, e obiettò: “Non voglio che me lo regali. Quel cagnolino vale tanto quanto gli altri cani e io pagherò il prezzo intero. Adesso le do 2 dollari e 37, poi 50 cent ogni mese finché l'avrò pagato per intero".
Il negoziante ribatté: “Non vorrai davvero comprare questo cagnolino? Non potrà mai correre e saltare e giocare con te come gli altri cuccioli.”

A questo punto il bambino si chinò e arrotolò i pantaloni rivelando una gamba sinistra storpia, avvolta in un sostegno metallico. Guardò il negoziante e rispose dolcemente: "Bè, neanch’io corro tanto bene, e il cucciolo avrà bisogno di qualcuno che lo capisca!"

Oggi



Oggi è il primo giorno del resto della tua vita.
(Graffito anonimo su una panchina di Central Park)

lunedì

L'ottimismo di Bob

venerdì

Crocefisso




Per qualcuno, è un cadavere appeso a due legni. Per altri, è Dio che, dopo essersi fatto uomo, muore per salvarci. Per altri, non è proprio nulla. A scuola, il crocefisso, può anche non essere appeso. Accetto questa idea. Non si impone a nessuno una fede. Per rispetto di tutti. Siamo certi che le radici cristiane della nostra Europa abbiano dato una pianta rigogliosa, con dei buoni frutti? Come tanti, mi ero allontanato dalla Chiesa perché, ne ero sicuro, mi bastava la ragione e ritenevo, pertanto, inutile pregare, partecipare ad una messa e testimoniare un credo. Questo fino a quando, una coppia di amici mi ha chiesto di seguirli in pellegrinaggio. Quindi, nell'ultimo anno, mi sono riavvicinato alla pratica religiosa. La domenica pomeriggio, da qualche tempo, partecipo alla preghiera del Rosario, nella chiesa parrocchiale della mia città. In quella mezz’ora, a recitare le Ave Maria sui grani della coroncina del Rosario siamo in pochissimi. Ho contato, con tristezza, sei persone, l’ultima volta. E sono davvero poche, per questa città della bassa che ne ospita ben diecimila. Posso capirli. Ero assente come loro, fino a pochi mesi fa. E che dire dei tanti che a messa ci vanno SOLO a Natale e a Pasqua? Non è mai troppo tardi per tornare a pregare, in chiesa. Vogliamo, davvero, difendere i valori cristiani? Partecipiamo alle funzioni religiose, prima di tutto.Vi aspetto, fin da domenica prossima. Nella mia e nelle vostre chiese. C’è posto, per tanti. Altrimenti, siete solo ipocriti... statevene tutti zitti e rispettate chi non la pensa come voi.

lunedì

Il Figliol prodigo



questa canzone è bellissima :)

spero piaccia anche a te! :)

sabato

Per vedere meglio...




Una giovane coppia di sposi novelli andò ad abitare in una zona molto tranquilla della città.
Una mattina, mentre bevevano il caffè, la moglie si accorse, guardando attraverso la finestra, che una vicina stendeva il bucato sullo stendibiancheria.
"Guarda che sporche le lenzuola di quella vicina!
Forse ha bisogno di un altro tipo di detersivo...
Magari un giorno le farò vedere come si lavano le lenzuola!"
Il marito guardò e rimase zitto.
La stessa scena e lo stesso commento si ripeterono varie volte, mentre la vicina stendeva il suo bucato al sole e al vento.
Dopo un mese, la donna si meravigliò nel vedere che la vicina stendeva le sue lenzuola pulitissime, e disse al marito
Guarda, la nostra vicina ha imparato a fare il bucato!
Chi le avrà fatto insegnato come si fa???
Il marito le rispose: Nessuno le ha fatto vedere; semplicemente questa mattina, io mi sono alzato più presto e, mentre tu ti truccavi, ho pulito i vetri della nostra finestra !
Cosi' è nella vita
Tutto dipende dalla pulizia della finestra attraverso cui osserviamo i fatti.
Prima di criticare, probabilmente sarà necessario osservare se abbiamo pulito a fondo il nostro cuore per poter vedere meglio.
Allora vedremo più nitidamente la pulizia del cuore del vicino......

Speranza, anzi Certezza





Finirai per trovarla la Via… se prima hai il coraggio di perderti

martedì

I ponti di Madison County





Ho appena terminato di leggere il libro... Se non l'avete mai letto, ve lo consiglio... e se non avete visto il film e nemmeno letto il libro... non fate partire il video... questa è la scena finale... con lei che lo osserva sul suo furgone...

Se invece conoscete la storia... rispondete alla mia domanda... Voi che avreste fatto, al loro posto?